giovedì 29 aprile 2010

Settimana dello studente

di Francesca Calò e Chiara Carone

A febbraio scorso è stata organizzata presso il liceo scientifico “V.Lilla” la settimana dello studente.
Incontri con esperti (dott. Portaluri, dott.ssa Annese, Libera ed Amnesty International); videoforum (“Il mistero delle torri gemelle”,”La prima cosa bella”.); laboratori (fisica, chimica, informatica, letteratura inglese ed italiana). Queste le attività alla base dei 4 giorni dello studente.

La prima giornata, del 17 febbraio, è stata articolata con diverse attività. Il biennio ha seguito l’incontro con Anmesty International. Mentre il resto dell’istituto si è diviso tra varie attività. Tra le quali il laboratorio di letteratura inglese con la visione del film Romeo e Giulietta. In seconda mattinata si è assistito alla visione del documentario sul caso dell’ undici settembre.


Il calendario della seconda giornata ha previsto per il biennio l’incontro con il dottor Portaluri trattando tematiche riguardanti l’inquinamento in prima mattinata.Il triennio ha seguito varie attività tra cui: lo spettacolo di breakdance, la visione del film Fait club, il discoforum “La musica nel salento”, corso di scrittura creativa.In seconda mattinata l’incornto con la dottoressa Annese.


Venerdì 19, la giornata si è svolta tra varie attività (lab. di chimica, discoforum, ecc.). di notevole importanza è stato l’incontro con Roberto Schifone ideatore dell’oratorio S.I.N.G.


L’ultima giornata prevedeva la visione del film “La prima cosa bella”. Al termine del quale è stata posta a studenti e docenti una semplice domanda: “La prima cosa bella della vita”. Questa è stata spunto di riflessione collettiva.E per voi qual è stata la prima cosa bella?









giovedì 22 aprile 2010

Semifinali da crepacuore

di Fabrizio Moretto

Si voleva lo spettacolo. E spettacolo è stato. Anche il penultimo atto del campionato scolastico, ovvero le semifinali, si è concluso. Ora abbiamo il nome delle squadre finaliste. La finalissima vedrà contrapposte la II A alla V A. La prima semifinale d’andata ha messo di fronte la V A, campione in carica, al V Tec. Da molti, inclusi ex giocatori, è stata considerata una delle più belle partite della storia di questo torneo. Punteggio finale:1-1. Questo potrà ingannare i lettori. Infatti è stata la partita con minor gol dal giorno in cui questo campionato è stato creato, ma quella che fino all’ultimo secondo ha riservato emozioni meravigliose. È stata una partita dura, con tanti contrasti, tante belle giocate e altrettante occasioni clamorose. Non è un caso che a rubare la scena sono stati i due portieri, capaci di compiere parate strepitose. I gol sono arrivati proprio al fotofinish. A due minuti dal termine del tempo regolamentare è stato il V Tec a portarsi in vantaggio. Marsella ha approfittato di un errore in rinvio del difensore Caragli e dopo un veloce scambio con il capitano Massa ha infilato il portiere avversario portando in vantaggio i suoi. Ma la V A di D’Abramo non si è fatta abbattere e dopo 4 minuti, nel 2’ di recupero ha pareggiato i conti. Staffilata da lontano dell’attaccante Conte e zampata vincente sotto porta di Lavermicocca.

Il ritorno invece ha deluso i tifosi. Il V Tec, infatti, per motivi ancora ignoti, ha deciso di non presentarsi e ha perso di conseguenza la sfida 3-0 a tavolino, perdendo così la possibilità di raggiungere la finale.

Intensa anche l’altra semifinale, in cui la II A ha affrontato la IV B. Nella gara d’andata per più di metà tempo è stata la IV B ad avere il controllo del match. Negli ultimi 20 minuti poi il capocannoniere del campionato, Schiavone Antonio, ha deciso di caricarsi la squadra sulle spalle e con una strepitosa prestazione è riuscito a ribaltare il risultato da 1-3 a 8-3. E con questo risultato si è conclusa la sfida d’andata. Il risultato finale non cancella comunque la grande prestazione di D’Oria, capitano della IV B.

A questo punto ai ragazzi della B serviva una missione quasi impossibile per arrivare in finale. Loro però, con carattere e coraggio, ci hanno creduto fino alla fine e nonostante siano usciti, lo fanno a testa alta perché hanno disputato forse la miglior partita della stagione. Dopo una prima frazione di gioco equilibrata, conclusasi 4-3 per la IV B, nel secondo tempo proprio la IV B ha messo in luce la grinta ed è arrivata vicinissima al miracolo. Solo dei pali e dei bei interventi del portiere lo hanno impedito. Ottima la prestazione di Filomeno per la squadra eliminata. Dall’altra parte invece altra grande prova dei fratelli Schiavone che con tre reti a testa hanno evitato un ribaltone che sarebbe stato clamoroso.

Poco prima della finale ci sarà la finalina per il terzo e quarto posto, tra squadre che nonostante l’eliminazione hanno fatto vedere gran gioco e soprattutto gran cuore. Poi ci sarà quindi l’ultimo atto, tra la II A di Micelli e la V A di D’Abramo. Che vinca il migliore…

« Storia greca e romana al liceo »


Ospite illustre il professore Alessandrì
di Carola Fella e Graziano De Stradis

Il 25 marzo al cinema Gassman di Oria il professore Salvatore Alessandrì ha tenuto un incontro di storia antica per le classi biennali del liceo scientifico-classico V. Lill, promosso dalla professoressa Carmen Taurino.
L'esperto, ordinario alla facoltà di lettere e filosofia dell'Università del Salento, è autore di più di 30 pubblicazioni su temi di storia greca nei suoi vari aspetti e momenti.
Nel corso della lunga digressione ha affrontato e analizzato parallelamente le differenze tra la società romana e ateniese in età classica.
Come ha rimarcato il professore entrambe le culture hanno la stessa origine indoeuropea. Si sa per certo infatti che nella notte dei tempi i popoli indoeuropei si stanziarono sulle coste mediterranee e in India. Questa tesi è basata su alcune somiglianze tra religione (tutte e due le civiltà, entrambe politeiste, credevano in divinità del cielo), lingua e organizzazione sociale. In Grecia come sappiamo a partire dalla fine del VII secolo vigeva la democrazia. Questa forma di governo sarà per secoli la base su cui poggeranno Atene ed altre polis. Qui essere cittadini coincideva con l'essere partecipe alla vita politica e pubblica ma ottenere la cittadinanza ateniese era complicato. Si pensi che un banchiere ricchissimo di nome Posione per ottenere la cittadinanza dovette donare 1000 armature ad Atene.
A Roma , invece, vi era la repubblica. Instaurata nel 509 a.C.costituì un periodo di lunghe trasformazioni per l'Urbe che, da piccola città stato divenne la capitale di un vasto Impero formato da una miriade di popoli.
Parallelamente la società aristocratica romana si aprì al riconoscimento dei diritti dei plebei attraverso la promulgazione di leggi e l'introduzione di apposite riforme.
Alla fine della relazione i ragazzi hanno posto delle domande interessanti al docente alimentate dalla curiosità di approfondire alcuni aspetti specifici della società greca e romana, soprattutto nel confronto con luci e ombre nella politica di oggi.
Al professore,in segno di ringraziamento, è stata donata una targa da parte del Dirigente scolastico a nome dell'istituto.

Abusi e sfruttamenti minorili: Save the Children

di Francesca Cafiero e De Matteis Riccardo

Il problema dello sfruttamento e dell'abuso minorile ha raggiunto proporzioni mondiali. Adolescenti e bambini invisibili. Resi schiavi e sfruttati. La tratta dei minori non è un fenomeno nuovo ma negli ultimi anni , in Europa, il numero di bambini vittime di abusi sessuali è cresciuto costantemente.

Delle 13000 persone coinvolte nelle prostituzione circa il 5% sono minori provenienti per la maggior parte dai paesi dell'est europeo (Albania, Moldavia, Romania) e dall'Africa (Nigeria, Egitto, Marocco, Tunisia).
In Italia il numero di bambini oggetto di abusi che hanno usufruito delle iniziative di protezione in un anno sono 134.

Ma il numero totale potrebbe essere assai maggiore. Inoltre sono sfruttati anche nel lavoro agricolo o in attività illegali legate allo spaccio di droga. L'abuso sessuale sui minori è considerato un crimine punito penalmente nella maggior parte dei paesi. La responsabilità del lavoro minorile va attribuita in primo luogo alla povertà perchè nella maggior parte dei casi le famiglie riescono a sopravvivere grazie ai guadagni dei loro figli.

I bambini hanno diritto al gioco, alla scuola, al riposo e allo svago. Però un bambino che lavora non ha tempo di fare tutte queste cose, e sono costretti a lavorare in condizioni pericolose.
Ogni anno, il 23 agosto, l' Unesco con la giornata internazionale in ricordo della schiavitù e della sua abolizione mette davanti agli occhi di tutti la tragedia della tratta minorile.
Anche vicino ai nostri paesi troviamo bambini/e sfruttati come il caso di taranto.
Una donna di 38 anni e il suocero di 82 sono stati arrestati.
La vittima è una ragazzina di 14 anni.
La madre, aveva iniziato da qualche tempo a venderla per 50 euro a incontro. A denunciare l'accaduto è stato il padre della ragazza il quale si era accorto di strani atteggiamenti dell'ottantaduenne e della moglie.
In poco tempo la verità è venuta a galla: il 'nonno' è stato arrestato con accusa di violenza sessuale mentre la madre della quattordicenne è stata rinchiusa nel carcere di Taranto con l'accusa di sfruttamento minorile.


giovedì 15 aprile 2010

Il POZZO E L'ARANCIO: giovani di Oria tra cultura bellezza e poesia.

di Patisso Alina.






La cultura è un ornamento nella buona sorte, un rifugio nell'avversa”.La citazione di Aristotele sottolinea l’importanza della cultura che nobilita l'uomo sia quando è arricchimento dello scibile umano,sia se è lo sfogo di condizioni meno propizie, quali il dolore, l’inquietudine, l’angoscia… così la cultura fuori dai banchi di scuola ,può esprimersi attraverso il componimento di una canzone, la stesura di un libro o la produzione di una poesia. E il mondo giovani condivide il pensiero del filosofo? I giovani sono ancora sensibili e profondi?

…Tvttb, x, xk ecc...gergo, espressioni, modi di dire e di scrivere di adolescenti e (perché no?) anche di adulti catapultati in un mondo dove chat ed sms sono quasi l’unico mezzo di comunicazione, provocano povertà di lessico e inadeguatezza al dialogo, le quali sembrano essere “catene” che legano e costringono la capacità di esprimere la ricchezza e complessità di sentimenti, le emozioni e i pensieri propri dell’età giovanile. A volte pare vedere la figura evangelica del giovane epilettico che si agita, digrigna, senza riuscire a tirar fuori ciò che ha dentro.


Come possiamo dunque risolvere la questione? Proponendo un percorso culturale? Questo mondo in cui viviamo ha bisogno della bellezza e della creatività per non sprofondare nella disperazione .La bellezza ,come la verità, è ciò che procura gioia all’animo umano,è il frutto prezioso che resiste all’usura del tempo; la bellezza di un’opera d’arte, quella di una cattedrale, di un testo musicale può rappresentare un’occasione di apert

ura alla trascendenza; é un’esperienza di grazia che parla al cuore dell’uomo. Valorizzando ciò che i giovani chiamano “bello”, esaltando la loro creatività sarà facile farli varcare la soglia della cultura. L’associazione culturale oritana "il pozzo e l’arancio"nasce con l’obiettivo di avvicinare i giovani alla cultura attraverso la propria creatività unica ed originale.
Per capire gli obiettivi e l’attività di quest’associazione si è deciso di andare a fare quattro chiacchiere con il direttore generale Pierdamiano Mazza,il direttore artistico Luca Carbone e con il coordinatore artistico Mino Candita. Ecco riportata l’intervista fatta a questi giovani che amano la cultura, in particolare la poesia che si auspicano di far amare questa nobile arte dell’(ars poetica) e tutto il suo bagaglio di emozioni agli altri giovani.

Come nasce il premio letterario il pozzo e l’arancio?
Nasce nel 2005quando eravamo poco più che diciassettenni come omaggio alla grande tradizione letteraria italiana auspicandoci come obiettivo quello di avvicinare i giovani alla nobile”ars poetica”che nella nostra patria annovera almi cultori.


Perché il nome il “pozzo e l’arancio”?
Il nome trae origine dalla leggenda che vuole il serafico assisiate di passaggio ad Oria.Pare infatti che San Francesco nella sua permanenza ad Oria vi fondò un piccolo convento,piantò un albero d’arancio e fece scavare un pozzo nel giardino tutt’ora visibile e attiguo alla chiesa a lui dedicata.


Cosa vorreste che emerga dal bando che pubblicate nelle serate organizzate dall’associazione?
Il direttore artistico Luca Carbone:.


Da chi nasce l’idea e l’esigenza di fondare un’associazione che veda come protagonista la cultura nel vostro paese?
L’idea di costituire un’associazione vede la luce in seguito alla positiva esperienza del premio letterario”il pozzo e l’arancio”e nasce con una decina giovani oritani inclusi noi desiderosi di offrire alla propria città un contributo fattivo:Luca Carbone,Mino Candita,Giuseppe D’Abramo,Pamela Cinieri,Luana Gioia,Pierdamiano Mazza,Alessandro Marrazzi,Salvatore Schirinzi, Don Domenico Spina Ubaldo Spina e Giorgia Durante.


Cosa vorreste mettere in auge attraverso le poesie proposte dai partecipanti?
Far uscire fuori la creatività di ognuno di essi ottenendo come risultato finale opere uniche ed originali.


L’associazione è circoscritta solo all’interno del comune o si estende anche fuori?
Il bando ha avuto ottimi riscontri anche all’estero soprattutto in Francia ma l’associacione in se è circoscritta solo all’interno del comune.


Spesso associazioni del tipo vengono definite “noiose”dai giovani.Avete riscontrato anche voi questa problematica?
No perché l’associazione nasce appunto per i giovani e il riscontro fino ad ora ottenuto è stato soddisfacente.


Quali sarannoi temi delle poesie che saranno sempre trattati anche in un futuro lontano?
I temi che nono verranno mai tralasciati e che ricorreranno sempre sono:L’amore,la morte.


Chi saranno secondo voi gli autori del 2000 che lasceranno il segno?
Sicuramente Fernanda Pivano,Fabio Volo e Alda Merini.


Il prossimo appuntamento con la birra letteraria?
Il 9 marzo presso il pub il “castello”con tema la donna nella poesia. Altro appuntamento il 25 marzo con il piccolo museo del bar Carone”sarvamu lu dialettu”.Letture di poesie in vernacolo con l’intento di “spolverare”un po’ di quel preziosissimo tesoro di ogni città:il dialetto.



In definitiva l'augurio è quello di poter avvicinare i giovani al mondo della letteratura.La nostra eredità più grande consiste proprio nel retraggio culturale che abbiamo la fortuna di possedere;nella ricchezza delle opere scritte nell'arco di secoli risiede l'arcobaleno della nostra storia,fatta di sfumature e contrasti, di tormentose opposizioni e unioni indissolubili,di amori,di passioni,di lacrime:di uomini.




Omar scarcerato!


di Carola Fella e Graziano De Stradis


Era il 21 febbraio 2001 quando Omar Favaro e la sua fidanzata Erika De Nardo, allora rispettivamente di 15 e 17 anni, divennero autori conniventi di un massacro ai danni della madre e del fratellino 12enne della giovane. Nel dicembre del 2001 il Tribunale per i Minorenni di Torino aveva condannato il ragazzo a 14 e la ragazza a 16 anni di carcere. Ancora oggi c'è un buco nero in questa tragedia, il movente. Forse la gelosia assurda verso Gianluca, forse qualcosa di proibito.

Oggi dopo 9 anni di reclusione Omar è tornato in libertà.« Ora ho pagato il mio debito, lasciatemi in pace. Voglio stare tranquillo» ha detto. La sua condanna sarebbe dovuta terminare infatti il 17 aprile. Ma grazie ai 45 giorni di libertà anticipata che il magistrato di sorveglianza gli ha concesso per ogni semestre, si è conclusa prematuramente. Una decisione dettata dal fatto che Omar ha lavorato ad Asti come giardiniere, in regime di semilibertà, per 600 euro al mese e si è comportato come un detenuto modello. Il giardinaggio potrebbe essere il suo lavoro anche da uomo libero. Inoltre durante la detenzione ha ottenuto la patente europea.

Gli avvocati del giovane hanno precisato di essere soddisfatti perché si e completato il lungo percorso rieducativo e Omar può essere reinserito a pieno titolo nella società avendo espiato le sue colpe. Inoltre ha dichiarato la sua indifferenza verso Erika e confessato di voler fare una nuotata a mare.

giovedì 25 marzo 2010

Bella questa Commedia!

di Emanuela Conte e Anna Mazza

Una rivisitazione della creatività di Dante. Anna, Emanuela, Simone, Giorgia, Daria della classe V A, sollecitati dalla professoressa di lettere, hanno realizzato un video sul valore simbolico dell’Aquila nel sesto canto del Paradiso dantesco.

Il rapace, insegna dell'Impero romano, è al centro dell'excursus tracciato da Giustiniano. Utilizzando ore scolastiche ed extra-scolastiche, siamo riusciti a rielaborare il canto inserendo immagini, commenti e musiche contemporanee a servizio del Medioevo : “He's a pirate” (dal film i “Pirati dei Caraibi”), “Now we are free” (da “Il Gladiatore”).

Il video è stato realizzato in due settimane. Nonostante i microfoni difettosi, la difficoltà di conciliare gli impegni di tutti, la necessità di ripetere le stesse registrazioni, l'esperienza è stata entusiasmante.

Ciò ci ha permesso di accostarci alla Divina Commedia in maniera del tutto diversa, lontana dai banchi di scuola. Quaderni, penne e libri hanno fatto solo da contorno!! Agli occhi dei restanti compagni il lavoro è sembrato innovativo e interessante.

Il progetto ha creato una maggiore complicità tra noi ragazzi. Siamo riusciti a cogliere l’essenza del vero spirito di collaborazione e a confrontare le diverse abilità di ognuno.