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domenica 16 dicembre 2012



Superman è tornato!
Uscirà a giugno “L’uomo d’acciaio”,reboot della serie cinematografica sul più famoso supereroe.

Di Simone Braccio

Sembra proprio che i supereroi siano tornati di moda al cinema. Dopo il debutto quest'anno (per non andare troppo a ritroso nel tempo) di The Avengers, il reboot (nuovo avvio) di Spider-Man, la chiusura della trilogia di Batman firmata Christopher Nolan , tutti enormi successi al botteghino, i supereroi continuano ad ammaliare Hollywood. E' infatti attesissimo per il 2013 il ritorno di Superman, con L'uomo d'acciaio (Man of steel) diretto da Zack Snyder che ci presenta  una versione piu' dark e realistica del supereroe per eccellenza (nato dai fumetti, 1938  ), di cui arriva oggi il primo trailer. Costato pare intorno ai 225 milioni di dollari il film vanta un cast d’eccezione: Amy Adams (Lois Lane) Russell Crowe, nei panni del kryptoniano Jor El, il padre biologico di Superman; Michael Shannon, per il 'cattivo' della storia, il Generale Zod; Kevin Costner e Diane Lane nei ruoli di Jonathan e Martha Kent, i genitori 'terrestri' del supereroe. Il ruolo più difficile  è sicuramente quello del protagonista: in 75 anni di storia sono stati tanti i superman ad apparire sul piccolo e grande schermo e il confronto con attori del calibro di Christopher Reeve non è certo facile da reggere. Sembra però Henry Cavill, a cui il ruolo è stato affidato, non deluderà le aspettative.  ''Abbiamo provinato Henry facendogli indossare il costume di Christopher Reeve e quella e' una cosa notevole, e' difficile da indossare in modo credibile - ha detto Snyder -. Ma quando Henry e' venuto fuori dalla roulotte tutti hanno pensato, 'Ok quello e' Superman'. E' fantastico e ha fatto un gran lavoro''.
Il trailer di “L'uomo d'acciaio”  conferma, insieme alla spettacolarità di molte scene, uno sguardo più dark e profondo al personaggio, nella linea del Batman di Christopher Nolan, che del film di Snyder è coproduttore, oltre che autore del soggetto. ''Non voglio la gente pensi che stiamo facendo per Superman quello che abbiamo fatto per Batman - ha tuttavia spiegato Nolan durante le interviste per Il cavaliere oscuro -Il ritorno -. L'uomo d'acciaio e' un film tutto di Zack e penso il pubblico amera' quello che ha realizzato''. Secondo Nolan ''Superman è il più grande personaggio dei fumetti di tutti e ha bisogno della più grande versione cinematografica, che è quanto Zack sta facendo''.
Nella trama diffusa dalla Warner Bros si spiega che il supereroe, salvatosi dalla fine di Krypton e cresciuto sulla Terra, dove deve imparare a gestire i suoi superpoteri, si trova a combattere contro altri Kryptoniani sopravvissuti, quindi con i suoi stessi poteri: il malvagio Generale Zod, e Faora. “Abbiamo provato ad affrontare il progetto come se non ci fosse mai stato un film su Superman ma allo stesso tempo rispettando il canone e la mitologia - ha detto Snyder al New York Post. A porre ulteriori interrogativi un poster uscito negli ultimi giorni raffigurante Superman in manette:anche se teoricamente dovrebbe poterle frantumare con un leggero movimento, cosa avrà fatto il supereroe per finire in galera? Non resta che aspettare il 14 giugno per scoprirlo.


http://www.youtube.com/watch?v=DDxbgBYCc4k&feature=player_embedded

sabato 8 dicembre 2012



Il Rosso e il Blu: ritratto (im)perfetto della scuola italiana
dii Paola Cavallo


Una preside scrupolosa, attenta più alla burocrazia che ai bisogni degli studenti. Un disilluso professore di Storia dell'Arte che insegna ormai da diversi anni e ha perso il gusto per l'insegnamento e la bellezza. Un giovane e idealista supplente di Lettere che crede di poter far interessare i suoi alunni alla poesia. E poi gli alunni, ragazzi che stanno crescendo con le loro contraddizioni, ansie e paure. Sullo sfondo un liceo della periferia di Roma, che si erge a simbolo delle scuole italiane.
"Il Rosso e il Blu" é molto più di un film. E' l'analisi attenta e a tratti cinica di una scuola in balia della crisi e del cambiamento.
L'inizio é emblematico, con la preside che entra di soppiatto nel bagno, chiude i rubinetti rimasti aperti ed estrae dalla sua borsa la carta igienica, di cui il bagno é sprovvisto. Come ironicamente amara é un'altra scena, quella della corsa e della lotta frenetica alla ricerca di una sedia per la classe.
Scene di crisi, di mancanza di fondi. Ma nel film c'é molto altro.
La storia é tratta dal libro "Il rosso e il blu, cuori ed errori nella scuola italiana" di Marco Lodoli, scrittore e giornalista italiano, nonché docente di Lettere in un istituto professionale della periferia di Roma.
Lo spunto narrativo si svolge intorno ai corridoi, la sala insegnanti, le aule, la palestra, per rappresentare la scuola nel suo quotidiano.
Le aule sono attraversate da una richiesta di dialogo, di incontro. Dialogo e incontro che hanno smarrito le parole utili per dirsi e darsi una possibilità.
C'é un altro elemento su cui il film si è soffermato: ognuno di noi, che sia studente, professore, preside, ha bisogno di qualcuno che creda in lui. Per lo studente spesso é fondamentale, per il professore é salvifico.
Il film é una novità importante nel panorama cinematografico: in tutti questi anni di attacchi alla scuola pubblica, mentre cinema e tv mostravano adolescenti solo alle prese con lucchetti ed sms, ci si è dimenticati che la scuola é anche e soprattutto altro.
Il movimento di macchina finale coglie l'aula dopo che lo tsunami adolescenziale della classe si é precipitato incontro alle vacanze estive con tutto il fiato che ha in corpo. E' un movimento malinconico e fiducioso al tempo stesso, che si interrompe come una promessa. Una promessa di qualcosa ancora da venire ma che é già lì. Basta saperlo ascoltare.


 

martedì 1 maggio 2012


Mario Martone, in progetto un nuovo film su Giacomo Leopardi.
Le riprese inizieranno nel 2013. Produzione Palomar con Rai Cinema.
di Francesca Riegel.

E’ Giacomo Leopardi il protagonista del nuovo  progetto cinematografico di Mario Martone.  Il regista prevede l’inizio delle riprese nella seconda metà del 2013.
Ancora una volta, il film di Martone sarà prodotto dalla Palomar di Carlo Degli Esposti, con collaborazione di Rai Cinema. 
Martone ha ideato il film come un approdo naturale nell’antico Ottocento italiano e nella sua antiretorica.      Leopardi, nato a Recanati nel 1798, passò la sua vita nella biblioteca del padre, dedicandosi ad uno studio “matto e disperato”, compromettendo le condizioni della sua salute. Nelle sue opere viene messo in risalto il suo pensiero: la difficoltà a dare un senso all’esistenza dell’ uomo. Martone con il suo film ci permetterà di conoscere ancora meglio uno dei più grandi poeti dell’umanità.

                                                                                                                                                   

giovedì 28 aprile 2011

Noi credevamo

di Mariangela Corrado



Il film, diretto da Mario Martore, è certamente un film dalle grandi ambizioni. Terzo film italiano in concorso alla Mostra di Venezia, “Noi credevamo” affronta un bel pezzo di storia della nostra patria a partire dai moti mazziniani fino all’Unità d’Italia. Il desiderio del regista è offrire un quadro storico dell’Italia risorgimentale, ma anche scendere nel dettaglio dell'esperienza di quegli uomini comuni che il Risorgimento lo hanno vissuto e nel descrivere i loro sentimenti patriottici. Proprio per questo motivo il regista suddivide il film in quattro parti che descrivono i principali eventi del Risorgimento attraverso le vite dei protagonisti: Domenico e Angelo, fratelli dalle nobili origini, e il giovane popolano Salvatore. Amici sin dall'infanzia, diversi in tutto, i tre sono accomunati dal forte senso patriottico che li spinge a unirsi giovanissimi a La Giovine Italia di Mazzini. Abbandonato il Cilento, i tre raggiungono Parigi, dove hanno modo di conoscere la principessa Cristina di Belgiojoso, fervente patriota, ma anche paladina dei diritti delle donne e dell’istruzione del popolo. La principessa avrà un ruolo importante nella formazione dei due nobili, intrecciando una storia d’amore con Angelo. I due fratelli e Salvatore partecipano al tentativo di assassinare Re Carlo Alberto e ai moti savoiardi del 1834. Il fallimento di entrambe le missioni farà emergere le loro idee discordanti, la differenza di classe e il diverso modo di intendere la lotta per la libertà. Tutto questo porterà la loro amicizia a disintegrarsi. Mentre Domenico ha cieca fede nella repubblica, Angelo diventa sempre più estremista e le sue azioni si fanno sempre più violente durante l'arco del film. Ad Angelo, infatti, basta poco per sospettare del tradimento di Salvatore e ucciderlo in un accesso d'ira, delitto che continuerà a lacerargli l’anima fino alla fine dei suoi giorni.
Su tutto domina l’incrollabile “credo” di una patria unita e giusta e la delusione di vedere applicati gli stessi metodi repressivi dei Borboni dal nuovo stato italiano.
Il pubblico e i critici sono molto divisi sul giudizio di questo film che dura ben 170 min. Alcuni lo giudicano un potente affresco del Risorgimento Italiano e delle sue contraddizioni per spiegare la storia di oggi, altri un film troppo noioso e a tratti violento. Non si può certo discutere sul cast, che vanta attori quali Luca Zingaretti, nel ruolo di Francesco Crispi, Anna Bonaiuto, che interpreta la principessa Cristina di Belgiojoso, Luigi Lo Cascio, che impersona Domenico, o Toni Servillo nel ruolo di Giuseppe Mazzini.


venerdì 21 gennaio 2011

Volere è potere

We want sex: donne alla conquista dei diritti

di Natalia Proto

We want sex. Il nuovo film uscito a dicembre 2010 che celebra il
movimento sindacale femminile sembra aver fatto molto successo. Il film è ambientato nel 1968 nell'Essex, contea
dell'Inghilterra orientale, precisamente in una fabbrica Ford. Vi lavorano, stipendiati dignitosamente, 55.000 operai uomini e 187 donne, che si occupano della cucitura e della rifinitura della pelle che ricoprirà i sedili e le portiere delle automobili realizzate dai colleghi uomini.



Ma la situazione precipita quando questi ultimi vengono trasferiti nella nuova sede lasciando le donne in quella vecchia, mal ridotta e decadente dove continuano a lavorare, declassate però senza qualifica.

Organizzano pertanto una rivolta capeggiata da Rita O'Grady. All'inizio la protesta assume dei toni ingenui ma, successivamente si inasprisce fino a raggiungere il Parlamento. Qui le donne chiedono prima di percepire lo stesso salario dei colleghi uomini, poi chiedono di essere trasferite nella nuova sede. Danno così vita al primo sciopero con l'efficace sostegno della parlamentare Barbara Castle.

L’idea di girare We Want Sex nasce dalla visione di un programma radiofonico chiamato"The Reunion". Quando allo show parteciparono le vere donne che cambiarono la storia scioperando nel ’68, il produttore Stephen Wooley ingaggiò il regista del brillante film britannico Calendar Girls (Nigel Cole), incontrò le “ragazze” di Dagenham e discusse con queste ultime le potenzialità di una sceneggiatura che riprendesse le loro vite passo dopo passo.

Il film non vuole solo celebrare il "girl power" ma soprattutto vuole far conoscere fatti realmente accaduti ma che restano sconosciuti persino a Londra stessa.

L'interesse suscitato dal film sta proprio nel fatto che esso abbraccia i temi più attuali e più sentiti in modo particolare dal pubblico femminile. La grande forza della pellicola di Nigel Cole sta tutta nell'ironia: lo scopo preposto è quello di raccontare un tema drammatico come quello della disparità tra i sessi con un tono brillante, proprio come il carattere di questo gruppo di donne spigliate, ironiche e a volte anche un po' volgari.

Colpisce lo spirito della leader che si presenta intelligente, ironica, sfacciata, con una vera voglia di cambiamento.

Senza mai cadute di stile la pellicola diverte, emoziona ed entusiasma,e ciò grazie aòlla funzionale regia della Cole. La direzione degli attori, la musica, si sposano piacevolmente senza mai cadere nel banale. Una commedia equilibrata che quindi oltre a strappare grosse risate offre spunti di riflessione.