mercoledì 25 aprile 2012


Latino in web, tutto più facile

di Stefania Iunco

“Imparare il latino, è un gioco da ragazzi!”Questo quanto emerso dall’idea di due linguisti, che per oltre due anni hanno lavorato a questo favoloso progetto.
Un programma che aiuti gli allievi prima nel ragionamento logico, poi nella traduzione con i termini più appropriati. Un tutor di latino che sostituisce le vecchie ripetizioni online.
Si chiama CICERO e sarà disponibile dalla prossima settimana, in tutti i licei, al sito www.fga.  
Gli studiosi, però, ammettono che  questo progetto non aiuta a copiare, ma semplicemente a ragionare sul testo. Boero, allievo di Gian Luigi Beccaria e consulente di latino presso Loescher, si è occupato dei contenuti. Allora linguista computazionale, ha lavorato nel codice informatico. Ivan Molineris, specialista di sistemi complessi, ha fatto il resto. La fusione di queste tre menti, ha suscitato un particolare interesse nella Fondazione Agnelli.
Il funzionamento sembra piuttosto semplice. Il professore sceglie una versione, tra quelle presenti nel programma, in cui gli autori disponibili sono: Fedro, Cicerone, Livio e Apuleio. L’alunno lavora su una schermata con tre finestre: a sinistra, il testo latino, al centro lo spazio da riempire con la traduzione e a destra delle domande sull’analisi logica. Alla fine del lavoro, CICERO saluta con la frase: “Gaudemus, hai finito.” Ma non darà un risultato, poiché il lavoro sarà consegnato al docente che lo correggerà.
Gli stessi ricercatori di CICERO, stanno lavorando ad un software che riguarda la “Divina Commedia” di Dante. Ora, però, l’impegno è sul Latino, nonostante il calo delle iscrizioni nei licei a vantaggio di tecnici e professionali. Riusciranno i nostri “eroi” a portare a termine nuovi progetti di questa grandezza?






MORIRE PER I PROPRI DIRITTI
di Federica Gioia e Antonella Matarrelli 

Gravi le condizioni del giovane operaio, di origine marocchina, che davanti al Palazzo Barbieri, sede municipale di Verona, ha tentato il suicidio dopo non aver percepito lo stipendio per ben quattro mesi, come ha lui stesso dichiarato.
Sin dall’antichità, l’uomo ha sempre lottato per i propri diritti, ma per uno in particolare: essere ripagato per il lavoro svolto con impegno e dedizione.
Questo è stato a spingere il ventisettenne operaio edile di un consorzio cooperativo di servizi d’impresa a compiere il gesto estremo di cospargersi di benzina, provocandosi gravi ustioni alla testa e alle gambe.
L’aiuto della compagnia dei Carabinieri è stato fondamentale per la vita del giovane muratore, infatti, grazie al loro immediato intervento, non si trova in pericolo di vita, ma è ricoverato presso l’ospedale civile maggiore di Verona.
Dopo i primi soccorsi, sono riusciti anche a recuperare l’accendino e la bottiglia, con i quali aveva deciso di farla finita.
Non è questa la prima volta che un uomo tenta di rivendicare i propri diritti, togliendosi la vita; infatti, come è stato dichiarato dal segretario del Prc Paolo Ferrero: “Nel paese si moltiplicano i gesti di disperazione come l'ultimo tentato suicidio dell'operaio edile che si e' dato fuoco oggi a Verona: la responsabilità di tanta disperazione, che coinvolge operai e piccoli imprenditori che non sanno come pagare i loro debiti, sta nelle politiche del governo e delle banche “ .

Il Chelsea crede nell’impresa
di Matteo Carbone
 
“Non pensavamo di vincere, crediamo alla Champios”.
Così esordisce Roberto di Matteo, tecnico del Chelsea, nella conferenza stampa subito dopo la semifinale d’ andata di Champions League contro il Barcellona.
La squadra inglese si è imposta 1 - 0 sull’ armata spagnola con il goal, al minuto 47 del primo tempo, dell’ attaccante ivoriano Didier Drogba.
Una partita spettacolare, ricca di colpi di classe, ma anche di brutte situazioni, che, nel corso della partita, hanno lasciato il posto al gioco spettacolare delle due squadre.
Complice del risultato ottenuto è anche la voglia di “vendetta” e rivincita della vecchia guardia del Chelsea che, nel 2009, affrontando il Barcellona in semifinale, perse la partita a causa di errori grossolani dell’ arbitro Ovrebo.
Il tecnico naturalizzato italiano è soddisfatto del risultato della semifinale d’ andata e dell’ atteggiamento tattico della squadra, che è riuscita a limitare i “fenomeni” della squadra spagnola.
“ Abbiamo difeso bene senza concedere tanto. Con loro ci vuole anche un po’ di fortuna. Al Camp Nou non giocheremo per il pari, cercheremo di sfruttare le occasioni che avremo” conclude il tecnico dei blues rinviando i festeggiamenti alla semifinale di ritorno.




Quando un merito negato uccide
di Francesca Micelli, Roberta D’Elia e Gianvincenzo Russo

A Cosenza, una ragazza di 28 anni si toglie la vita perché esasperata da una meritocrazia che in Italia non esiste.
Laureata alla Facoltà di Ingegneria con 110/110, non avendo il posto di lavoro che meritava, perché sovrastata da cognomi più importanti del   suo, la giovane ragazza si è dovuta accontentare di una vita che le andava stretta, con un misero lavoro e uno stipendio altrettanto misero, tanto che a stento riusciva a sfamare la sua bimba di soli due anni.
Ma non sempre chi si accontenta gode e lei stanca di tutto si è uccisa.
La madre esasperata ha scritto una lettera  al direttore del “Quotidiano della Calabria” con la quale, sfogandosi,  parla del suo dolore, che non è solo quello di una madre che ha perso la figlia, ma di una donna  che ha paura per il futuro dei giovani d’oggi.
"Non si può banalizzare e liquidare il suo gesto come un suicidio dettato dalla depressione... Lei sì, lei sì che si è sempre impegnata fiduciosa nei nostri insegnamenti, sicura che il merito avrebbe pagato”: queste le parole della madre.
 Oggi in Italia si assiste sempre di più a fenomeni omologhi, giovani figli di personaggi illustri, che, pur non meritandolo, ricevono titoli e posti di lavoro che spetterebbero a chi ha le capacità e tutti i diritti per ricoprire quelle cariche.
Figli di gente importante che comprano diplomi e lauree che senza soldi non sarebbero in grado di avere, perché incapaci.
Giovani comuni costretti, pur non volendo, ad emigrare dal proprio Paese perché privi di un futuro stabile.
Per quanto tempo ancora si devono esortare i giovani ad andare via dal proprio Paese, incentivando la “fuga di cervelli ”?
"Lei non poteva vivere in quest'Italia asservita, e non poteva neanche allontanarsene, è una colpa da pagare a così caro prezzo? Se è così, giovani, andate via, andate via e abbandonate questa Terra, noi non vi vogliamo...E voi, mamme, non consentite che ciò divori i nostri figli. Lottiamo insieme a loro, nella legalità, per i loro diritti, e chiediamo a testa alta ciò che è loro dovuto": così ha scritto la mamma della ragazza nella sua lettera.

                               






Quando i soldi non fanno la felicità
Dice addio al suo nome e vive da 12 anni senza soldi

di Natalia Proto e Anna Greco
“I soldi non hanno la capacità di rappresentare il presente, ma solo il passato (i debiti) o il futuro (i crediti)”: così dice Daniel Shellabarger, l’uomo che ha deciso di accantonare documento di identità, patente, nome e soldi.
Divenuto Suelo,  l’eremita vive nelle grotte del deserto che circonda la città di Moab, nello Utah.
Tutto ciò che deriva dalla natura e persino gli animali uccisi dalle automobili sono il suo  cibo. La sua dimora è molto simile ad una caverna e misura 5 metri per 1 metro ed è provvista solo di riso, fagioli e libri, non è però provvista di bagno, tanto da essere costretto a lavarsi in un torrente vicino e a vestirsi con i pochi indumenti che trova nella spazzatura. Eppure è una persona molto serena e felice. Nonostante la sua insolita scelta di vita, continua ad essere attivo presso la sua comunità e gestisce il blog “Zerocurrency” (zerovaluta).
Suelo sostiene che sia più divertente e salutare ritornare al baratto e alla natura instaurando un’armonia con essa che da tempo l’uomo sta perdendo. Ciò non vuol dire una vita asociale e senza obiettivi concreti: si tratta, invece, di una dimensione quotidiana che deve dar conto anche alle domande e  alle perplessità della gente che come lui vorrebbe far ritorno allo stato naturale, come consiglia il filosofo Jean Jacques Rousseau.
Gente che, in tempi di crisi, preferisce questa alternativa per liberarsi dai continui grattacapi che incombono sulla vita sociale, economica e  politica.