giovedì 10 febbraio 2011


Cristina Trivulzio Belgiojoso

Ciro Lupo

" Non dobbiamo mai dimenticare l’ardua e doppia impresa del nostro secolo, consistere nel distruggere e fecondare nello stesso tempo, non dobbiamo dimenticare che scopo finale del nostro destino sulla terra non è l’incivilimento, ma l’amore sociale, la fratellanza degli uomini, il trionfo della verità e del bene assoluto".


giovedì 3 febbraio 2011

La “Teologia” in varie religioni!

di Ciro Lupo


La teologia è la disciplina che studia Dio, ovvero le divinità nei caratteri che le varie religioni riconoscono come propri del divino in quanto tale. Accessoriamente, e in alcune religioni, si occupa di sviluppare elaborazioni teoretiche, oggetto della fede dei credenti.

Compare per la prima volta nel IV secolo a.c nell’opera di Platone “La repubblica”.
Nel passo :
«"Va bene- disse -ma tali direttive inerenti alla teologia quali potrebbero essere?".
"Più o meno queste - risposi - come Dio si trova ad essere, così andrebbe sempre raffigurato, sia che lo si faccia in versi epici, o lirici, o nel testo di una tragedia."».

Per teologia greco-romana si intende l'indagine razionale sulla natura del Divino operata dai filosofi e teologi di cultura greca e romana a partire dal VII secolo,
fino alla chiusura delle scuole filosofiche e teologiche non-cristiane avvenuta nel 529 ac con la pubblicazione del Codex Iustinianeum voluto dell’imperatore Giustiniano. E con la seguente scomparsa di ogni forma di studio teologico o pratica religiosa “Classica”.

«Il primo motore dunque è un essere necessariamente esistente e in quanto la sua esistenza è necessaria si identifica col bene, e sotto tale profilo è principio. [...] Se, pertanto, Dio è sempre in uno stato di beatitudine, che noi conosciamo solo qualche volta, un tale stato è meraviglioso; e se la beatitudine di Dio è ancora maggiore essa deve essere oggetto di meraviglia ancora più grande. Ma Dio, è appunto, in tale stato!»

La Teologia Ebraica.
Parlare di teologia nell'Ebraismo è argomento piuttosto spinoso.. L'Ebraismo si è quindi sempre preoccupato di ciò che Dio vuole che gli uomini compiano piuttosto di cosa egli sia. L'indagine sulla natura di Dio è sempre stata vista con sospetto in quanto dannosa per la fede religiosa che chiede sempre il rispetto della Legge che non può essere disturbata da un'analisi sulle sue radici.
Nel mondo ebraico, inoltre, l'assenza storica di autorità politiche ha determinato che la maggior parte delle riflessioni teologiche si concentrassero, e anzi si limitassero, all'interno delle varie comunità e delle sinagoghe, piuttosto che all'interno di istituzioni accademiche specializzate.

Teologia Islamica

La teologia nell'Islam è indicata dal termine arabo ‘ilm al-kalām.

In senso stretto le conoscenze teologiche possono essere acquisite solo per graziosa Rivelazione divina, che può avvenire solo per il tramite l'opera di un Profeta (nabi) e di un Inviato (rasul) non essendo minimamente in grado l'essere umano di concepire una realtà soprannaturale infinita come quella di Dio (Allah).

Ciò nonostante l'azione interpretativa dei dotti musulmani (Ulama ) o, più appropriatamente, mufassirūn, ha condotto a identificare taluni attributi divini (Sifat ) che sono stati pomo di profonda discordia fra i credenti, originando ad esempio la non conciliata dissidenza del mutazilismo.

martedì 1 febbraio 2011

Pablo Neruda

di Sabrina Nica e Mariangela Corrado


«La poesia è un atto di pace. La pace costituisce il poeta come la farina il pane».




Una poesia mai banale, che attacca le convenzioni della sua società, i sentimenti codificati. Una poesia opposta alla purezza e alla freddezza delle poesia moderniste. Questa è la poetica di Neruda, l'uomo che ha cambiato il modo di fare poesia nell'epoca moderna.

Nasce il 12 luglio 1904 a Parral (Cile), non lontano dalla capitale Santiago e rimane orfano di madre dopo solo un mese di vita. Il suo vero nome è Neftali Ricardo Reyes Basoalto. Il futuro poeta comincia presto a mostrare interesse per la letteratura. Il padre lo avversa ma l'incoraggiamento arriva da Gabriela Mistral, futuro Premio Nobel che sarà sua insegnante durante il periodo di formazione scolastica. Il suo primo lavoro ufficiale come scrittore è l'articolo "Entusiasmo y perseverancia" che pubblica a soli 13 anni sul giornale locale "La Manana". Nel 1920 per le sue pubblicazioni inizia a utilizzare lo pseudonimo di Pablo Neruda, che in seguito gli verrà riconosciuto anche legalmente. Neruda nel 1923 ha solo 19 anni e pubblica il suo primo libro: "Crepuscolario". Già l'anno seguente riscuote notevole successo con "Venti poesie d'amore e una canzone disperata".
A partire dal 1925 dirige la rivista "Caballo de bastos". Intraprende la carriera diplomatica a partire dal 1927: viene nominato prima console a Rangoon, poi a Colombo.
Nel 1933 è console a Buenos Aires, dove conosce Federico Garcia Lorca. Allo scoppio della Guerra Civile (1936) parteggia per la Repubblica e viene destituito dall'incarico consolare. Si reca quindi a Parigi. Qui diviene console per l'emigrazione dei profughi cileni repubblicani.
Nel 1940 Neruda viene nominato console per il Messico, dove incontra Matilde Urrutia, per la quale scrive "I versi del capitano". Viene eletto senatore nel 1945 e si iscrive al partito comunista. Nel 1949 dopo un periodo di clandestinità, per sottrarsi al governo anticomunista di Gabriel González Videla, fugge dal Cile e viaggia attraverso Unione Sovietica, Polonia e Ungheria. Tra il 1951 e il 1952 passa anche per l'Italia. Vi ritorna poco dopo e si stabilisce a Capri. Tra il 1955 e il 1960 viaggia in Europa, Asia, America Latina.

Nel 1966 viene fortemente criticato dagli intellettuali cubani per un suo viaggio negli Stati Uniti.
Pablo Neruda riceve il Premio Nobel per la Letteratura nel 1971. Muore a Santiago il 23 settembre 1973.

Tra le sue opere più importanti vi sono "Residenza sulla terra", "I versi del Capitano", "Cento sonetti d'amore", "Canto generale", "Odi elementari", "Stravagario", "Le uve e il vento", il dramma "Splendore e morte di Joaquin Murieta" e il libro di memorie "Confesso che ho vissuto".


giovedì 27 gennaio 2011

Multiculturalità in Lilla

La nostra società è sempre più multiculturale e anche il liceo Lilla!

Arianna Pepe e Doriana De Gaetani

Lo scorso novembre gli alunni del liceo scientifico di Oria "Vincenzo Lilla" vivono una giornata memorabile grazie a un’iniziativa avviata dalla professoressa di lettere Cosima D’Elia. Hanno l’opportunità di incontrare Adama Zoungrana, un ragazzo africano del Burkina Faso. Il diciottenne alterna il racconto della sua vita ad alcune favole accompagnate dallo ”djembè”, strumento musicale della tradizione africana.

Adama da otto anni vive in Italia, prima affidato e poi adottato da una famiglia pugliese di San Vito dei Normanni. Il ragazzo ha da un’infanzia difficile, oppresso da un padre violento che gli nega il diritto allo studio, ma è circondato anche da persone che gli vogliono bene, di cui ricambia l’affetto ovunque egli si trovi. La tenacia di Adama è tale che un giorno, stremato, decide di fuggire e inizia a lavorare duramente in miniera. Qui gli si presenta l’occasione della sua vita: incontra una troupe cinematografica italiana impegnata nella produzione di un cortometraggio sui bambini africani. Il ragazzo inizialmente collabora nella ricerca del casting dei personaggi, successivamente viene designato protagonista dello stesso documentario. L'esperienza gli consente di venire in Italia dove realizza il suo sogno più grande: proseguire i suoi studi e portarli a termine.

L’iniziativa è nata con l’obiettivo di far conoscere altri modi di vivere, ampliare le prospettive e rendere capaci di rapportarsi con realtà sconosciute i ragazzi del Lilla. La nostra è una comunità nella quale i contatti tra gruppi etnici differenti si stanno intensificando. Ormai il tema della multiculturalità viene affrontato sia in ambito scolastico che nella quotidianità. Infatti la multiculturalità è il concetto che descrive la fattuale presenza di culture diverse entro una collettività. Si tratta, appunto, del tentativo di realizzare una società in cui le varie culture siano raccolte, dove quella predominante non sovrasti la più piccola, ma dove tutte si completino scambievolmente. Le conoscenze, le tradizioni, i miti, gli usi, i costumi, le tecniche lavorative e le manifestazioni spirituali di un determinato gruppo umano non sono stabili, ma si arricchiscono nel tempo grazie anche agli scambi e ai contatti. Insomma oggi dobbiamo sostituire il concetto di monocultura a uno diverso, più aperto ai cambiamenti. I grandi mezzi di comunicazione hanno reso possibile un contatto ancora più grande tra le diverse culture come anche le migrazioni che hanno costretto gli uomini di diverse etnie a convivere, anche se a volte in modo non pacifico.

Ma ogni membro della società è aperto alla multiculturalità? Di certo i ragazzi del liceo Lilla lo sono e lo hanno dimostrato dando il via a una loro iniziativa, un progetto per la raccolta fondi per sostenere e contribuire, anche se in piccola parte, alle spese necessarie realizzare il sogno di Adama: costruire un centro nel Paese di origine per 200 ragazzi disagiati. Il 22 dicembre in occasione della chiusura, in vista delle vacanze natalizie. In questa occasione i ragazzi mostrano il risultato di tante riflessioni, stimolate dal precedente incontro, in un video con musiche, immagini e poesie da loro realizzate.

Inoltre Adama ha dato voce ai suoi ricordi in un libro intitolato “Se entri nel cerchio sei libero” nel quale spicca in primo luogo il concetto di povertà ritenuta la forza che unisce gli africani, e direttamente da una di queste pagine è presa la citazione: “Corri, corri, corri e sei certo di una sola cosa: se entri nel cerchio sei libero. Ce l’hai fatta, nessuno può più toccarti. Ed è bellissimo quando, una volta entrato nel cerchio, puoi gridare con tutta la voce che hai: libero,libero,libero!”.




TU NEL MONDO DELLA LETTURA

La televisione rimane comunque più amata della carta stampata perché, come di consuetudine, l’uomo sceglie la via più semplice

di Gioia Federica e Iunco Stefania


L’indagine “Aspetti della vita quotidiana” rileva ogni anno informazioni sulla lettura di libri nel tempo libero.

Nel 2009 il 45,1% della popolazione di 6 anni e più (oltre 25 milioni e 300 mila persone) dichiara di aver letto almeno un libro. La quota più alta di lettori si riscontra tra la popolazione di 11-17 anni (oltre il 58%), con un picco tra gli 11 e i 14 anni (64,7%), e decresce all’aumentare dell’età. Già a partire dai 35 anni la quota di lettori scende sotto il 50%, per diminuire drasticamente dai 65 anni in poi e raggiungere il valore più basso tra la popolazione di 75 anni e più (22,8%). Questi alcuni dei dati che emergono da un indagine Istat (La lettura di libri in Italia 2009).

Perché oggi i giovani non leggono?

Forse questa domanda non è affatto corretta. In realtà i ragazzi leggono, anche se poco. Hanno sicuramente più stimoli e quindi più distrazioni rispetto a quelli di anche solo 30 anni fa. Televisione a tutte le ore, internet, videoteche, videogiochi, tutto concorre a ridurre sensibilmente il tempo da dedicare alla lettura. Gli studenti, solitamente, non amano leggere. Perché la loro esperienza di lettura quotidiana è legata allo studio o ai compiti. I testi che si consigliano a scuola, solitamente sono lunghissimi e impegnativi. I libri di letteratura colta sono letti quasi esclusivamente per ordine dei professori. Il fatto che si abbia una scadenza e magari sia anche obbligatoria una recensione scritta in seguito alla lettura va ad aggiungersi allo scoglio già enorme che è la lunghezza dei testi. L'incentivo alla lettura, dunque, proviene essenzialmente dalla scuola. Ma, proprio per questo, gli studenti vivono la lettura come un obbligo poco piacevole. Difatti a scuola si leggono soprattutto i libri classici, scritti con un linguaggio diverso da quello attuale e dai temi a volte superati e poco interessanti.




SCANDALOSO SUCCESSO

Il famoso mago, ancora una volta, riesce a fare colpo nei cuori dei ragazzi con le sue magie

di Gioia Federica e Iunco Stefania




«Non vado in cerca di guai. Di solito sono i guai che trovano me».

Così dice Harry Potter, giovane studente della prestigiosa Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts, ai suoi amici. Il protagonista del romanzo è un ragazzo insolito sotto molti punti di vista.

Prima di tutto, odiava le vacanze estive più di qualunque altro periodo dell'anno. Poi voleva davvero fare i compiti, ma era costretto a studiare di nascosto, nel cuore della notte. E per giunta era un mago.

Harry Potter e I Doni Della Morte è l’ultimo dei sette romanzi, scritto e ideato dalla scrittrice britannica J. K. Rowling .

Harry Potter è ormai il simbolo della speranza del mondo magico di fronte all'avanzata di Voldemort e dei suoi Mangiamorte. I membri dell'Ordine della Fenice organizzano il suo trasporto verso un luogo sicuro, la Tana, ossia la casa della famiglia Weasley, ma il gruppo viene attaccato, con la perdita di Edvige e Malocchio Moody. Il nuovo Ministro della Magia Rufus Scrimgeour rivela a Harry, Ron ed Hermione l'eredità di Silente.

In seguito il Ministero cade, i Mangiamorte attaccano la Tana e i tre ragazzi si smaterializzano a Londra, iniziando le ricerche del punto debole di Voldemort, gli Horcrux, oggetti nei quali il Signore Oscuro ha racchiuso la sua stessa anima. Per concludere, vediamo Voldemort che profana la tomba di Silente.

Diventato un fenomeno letterario di portata internazionale, Harry Potter ha conquistato le prime pagine dei giornali e ha risvegliato l'amore per la lettura in un'intera generazione. Il ritmo incalzante,i personaggi indimenticabili, la trama perfetta fanno di questi libri dei capolavori assoluti, amati dai ragazzi e dagli adulti.

In una intervista, la scrittrice dei romanzi, quando le viene posta la domanda se ricordasse ancora la sua infanzia, nonostante il passare del tempo, lei pronta risponde con testuali parole:

"Mi ricordo benissimo dei miei undici anni: a quell'età si è del tutto impotenti. ma i bambini hanno un mondo segreto che per gli adulti sarà sempre impenetrabile."

La casa degli spiriti di Isabel Allende

di Mariangela Corrado



Affresco di una famiglia e di un paese intero, che si snoda attraverso generazioni e racconta del golpe del 1973 in Cile. I sentimenti e gli ideali nella maggior parte dei casi vengono delusi, ma questo non fa deprimere i protagonisti, che trovano nelle difficoltà la forza per andare avanti.

‘La casa degli spiriti’ è il romanzo d’esordio di Isabel Allende, scrittrice latino-americana pubblicato
nel 1983. Narra la storia della famiglia Trueba-Del Valle attraverso la voce di Alba, nipote del capostipite Esteban Trueba.

Tutto comincia agli inizi del ‘900 con la famiglia Del Valle, la cui figlia maggiore Rosa, ragazza dalla straordinaria bellezza, è fidanzata con Esteban Trueba.
Rosa però muore avvelenata prima delle nozze ed Esteban anni dopo ne sposa la sorella minore, Clara. Esteban intanto si arricchisce e ristruttura una proprietà paterna, le Tre Marie, dove si stabilisce prima del matrimonio e che
successivamente diventa la residenza estiva. Clara è una ragazza molto particolare perché dotata di poteri sovrannaturali: parla con gli spiriti e prevede il futuro. Dall’unione di Clara ed Esteban nascono una figlia, Blanca, e due gemelli, Jaime e Nicolàs.

Alle Tre Marie Blanca stringe subito amicizia con Pedro Terzo Garcia, figlio del contadino più fidato del padrone. Dopo anni Blanca e Pedro, di idee comuniste, diventano amanti. Il loro amore trova un ostacolo in Esteban, acerrimo nemico politico di Pedro. Perciò Esteban dà sua figlia, incinta di Pedro, in sposa a Jean de Satigny, un conte francese stabilitosi nella proprietà dei Trueba. Qualche gior
no dopo il matrimonio, Blanca abbandona la casa di Satigny perché scopre le perversioni del marito. Torna a casa e partorisce serenamente la figlia frutto dell'amore con Pedro, Alba.

Alba cresce con serenità e frequentando l'università conosce Miguel, anch’egli di idee comuniste, con il quale ha una relazione clandestina. Intanto in città gli scontri tra gli oppositori politici diventano sempre più violenti e alla fine scoppia il golpe militare guidato dal sergente Garcia, nipote illegittimo di Esteban Trueba. Miguel è costretto a fuggire mentre Alba è catturata e torturata per ordine di Garcia. Fortunatamente interviene Trànsito Soto, una sua amica, che riesce a liberare Alba dalla prigionia corrompendo i militari. Così a Alba ritorna casa e inizia a scrivere la storia della sua famiglia, utilizzando i quaderni di sua nonna Clara, nei quali annotava minuziosamente ogni avvenimento.

Protagoniste indiscusse del romanzo le donne, forti, stupende, coraggiose e passionali, predominanti con il proprio carattere: Clara, Blanca, Alba che si trovano ad affrontare mille difficoltà in un paese devastato dalla guerra.


Da questo straordinario romanzo è stato tratto l'omonimo film diretto da Bill Auguste. Gli attori che hanno interpretato i personaggi del libro sono Meryl Streep (Clara Del Valle-Trueba), Jeremy Irons (Esteban Trueba), Winona Ryder (Blanca Trueba), Antonio Banderas (Pedro Terzo Garcia).

























“Mi sarà molto difficile vendicare tutti quelli che devono essere vendicati, perché la mia vendetta sarebbe solo l'altra parte dello stesso rito inesorabile. Voglio limitarmi a pensare che il mio pensiero sia la vita e che la mia missione non sia protrarre l'odio, bensì unicamente riempire queste pagine mentre aspetto il ritorno di Miguel, mentre sotterro mio nonno che ora riposa vicino a me in questa stanza, mentre attendo che arrivino tempi migliori, tenendo in gestazione la creatura che ho nel ventre figlia di tante violenze, o forse figlia di Miguel, ma soprattutto figlia mia. Mia nonna aveva scritto per cinquant'anni sui quaderni in cui annotava la vita. Trafugati da qualche spirito complice, si sono miracolosamente salvati dal rogo infame, in cui sono perite tante altre carte della famiglia. Li ho qui, ai miei piedi, stretti da nastri colorati, separati per fatti e non per ordine cronologico, così come lei li ha lasciati prima di andarsene. Clara li ha scritti perché mi servissero ora per riscattare le cose del passato e sopravvivere al mio stesso terrore. Il primo è un quaderno di scuola di venti pagine, scritto con una delicata calligrafia infantile. Comincia così: "Barrabás arrivò in famiglia per via mare...” Alba